Non si litiga durante una pandemia

Noto con piacere, e una certa sorpresa, che la stragrande maggioranza dei palermitani che ho visto porta la mascherina; la stragrande maggioranza la porta bene, come si dovrebbe, come ha senso indossarla, i giovani come gli anziani.


Una gelateria palermitana, su una lavagna proprio sopra il banco dei gelati, espone un manifesto contro le mascherine, racconta una storia su quanto sia vile la massa che la porta, su quanto sia inutile.


Ho smesso di discutere di religione con la maturità filosofica, poco dopo ho smesso di discutere di politica.


C’è una finestra di opportunità per divertirsi, andare a ballare, al mare, in vacanza, ai compleanni delle persone care ma tutte queste azioni non sono più neutre, il risultato di un meccanismo.


La reazione sotterranea alle pratiche di contenimento della pandemia in corso, quel complesso di ragionamenti, discussioni su numeri e statistiche, al servizio della normalità che si vuole o che si pensa persa, mi pare stia sempre più emergendo. Una vera e propria guerra di parole che è cominciata nella testa di ognuno.


C’è una, diverse, molteplici Fantasyland sulla vita durante questa pandemia. Questa possibilità di mondi, sogni e opinioni è possibile nello scenario rosa, quello in cui i morti e i contagiati sono a qualche grado di separazione.

Una catastrofe colpisce la città, il quartiere, l’isolato in cui vive Tommy, lui che ha sempre visto e sognato catastrofi ma Tommy non muore. C’è qualcosa di complesso, diffuso, invisibile per troppi e anche per Tommy: l’intero human security system.


Qualcuno ha scritto, in piena Guerra fredda e con l’incubo dell’olocausto nucleare, che le masse si preparano al peggio, una specie di istinto di specie. Forse una parte della popolazione si sta semplicemente “ribellando” alla traduzione nell’inner space di questo istinto.

Il “Winter is coming” ha fallito nel finale di serie e rimane lì, inespresso, inascoltato, non elaborato. Questo fallimento di scrittura potrebbe essere una catastrofe narratologica.

Tommy guarda tutti i film catastrofici, ha una passione soprattutto per quelli di zombi. Non ama quelli con invasioni aliene, forse perché gli alieni rispondo al fuoco.


Ci sarebbero lavagne con manifesti contro la massa serva se stessimo affrontando il Big One di Quammen o lo scenario temuto da Bill Gates?


Sembra che a settembre riapriranno le scuole.


Nell’era del permanent record ogni foto postata, ogni commento, potrebbe essere materiale per gli storici del futuro.

Tommy ama guardare film catastrofici, quando la realtà si presenta come una catastrofe non la riconosce.

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